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La Sartoria

Come lavoro

Il mio lavoro inizia in stretta relazione con il committente, mettendogli a disposizione le mie competenze sartoriali e comprendendo perfettamente requisiti e desideri, gusti e stili personali. Il processo si sviluppa in varie fasi, con tempistiche proprie, tutte rilevanti ai fini del risultato finale.

SCELTA DEL TESSUTO

Per realizzare una giacca con pantalone servono tre metri e mezzo di stoffa, dalle lane ai cashemere, dai lini ai mix con la seta, che diventano invece quattro metri se l’abito si completa con il gilet, un grande ritorno quest’ultimo che riporta alla vera eleganza.

MISURE

Le misure vengono prese applicando un mio procedimento speciale, ma vengono poi elaborate nel modo più tradizionale. Ciò mi permette, pur rispettando la linea gradita al cliente, di correggere una giacca che abbia il punto vita, il giromanica, le spalle e tutte le quote importanti nelle proporzioni reali, e non secondo una progressione immaginaria. Il tutto genera un cartamodello, realizzato appositamente per ogni cliente, che viene successivamente archiviato per poter ricordare nel tempo gli aggiustamenti effettuati durante le prove.

CARTAMODELLI, TAGLIO E PROVE

Dunque, come una foto svela una storia e la passione di un fotografo, così i cartamodelli raccontano le scelte e le evoluzioni che i capi personali hanno avuto. Ma questo é solo l’inizio di un abito, che prende forma grazie a sapienti passaggi manuali, primo dei quali riportare con gesso sul tessuto la forma dei cartamodelli. Tessuti studiati ad hoc per abiti su misura, che poi vengono tagliati controllando gli eventuali incroci nella struttura e nel disegno. L’abito così tagliato viene assemblato e cucito con le tradizionali tecniche sartoriali, e dopo circa due settimane lavorative è pronto per essere provato. L’abito così imbastito viene indossato e, dopo le eventuali correzioni, è portato a termine dandogli forma per una prova di controllo finale. Se il cliente è un habitué una singola prova può essere sufficiente, in caso contrario servono le classiche tre prove.

PERCHE’ LA SARTORIA?

Ci si potrebbe domandare per quali motivi è opportuno ricorrere alla sartoria per l’acquisto di un abito o di una semplice camicia. Personalmente ritengo che un abito fatto a mano sia innanzitutto più bello, ma apprezzata la diversa connotazione estetica non bisogna dimenticare quanto un prodotto sartoriale sia più comodo e duraturo di uno di fattura industriale. Inoltre, il capo sartoriale dura una vita, perché sul guardaroba il sarto fa assistenza, si occupa della remise in forme quando il cliente perde o guadagna qualche chilo, segue l’abito oltre l’acquisto e offre un servizio di manutenzione e stiratura. Io realizzo il capospalla applicando la tecnica tradizionale, ma progettandolo allo stesso modo con cui si pensa al casual, per scoprire così che l’abito classico può pregevolmente convivere anche in atmosfere confortevoli e attuali.


La sartoria non è insomma un mondo chiuso o, peggio ancora, vetusto, dove vi si entra per necessità professionale e da cui si deve uscire per trovare forme ed espressioni attuali, bensì è un sistema aperto all’immaginazione, alla creatività, alle varie esigenze personali e alle novità dei tempi moderni.
La sartoria è un servizio che garantisce lavorazioni sopraffine, capace di coniugare l’arte del cucire i tessuti con il design, dove i codici del passato si fondono con l’idioma contemporaneo. Uno dei grandi equivoci e luoghi comuni da sfatare è quello che associa alla sartoria il concetto di vecchio, inteso negativamente. In mano a un sarto le svariate possibilità di personalizzazione consentono al committente di modellare sui propri desideri lo “spartito del maestro”.

Prendiamo il revers come esempio.
Lo si desidera pastoso, che rolli con insolente morbidezza?
O lo si preferisce più sottile, scattante?
A lancia, sciallato, con asola che si apre nei suoi punti dati a mano?
A che altezza si intende posizionare il cran e quale divaricazione si intende restituirgli?

Tutto può quindi essere foggiato liberamente a propria discrezione. E ancora si può alzare o abbassare la bottoniera, giocare con le tasche, propendere per un rollino discreto o più estroverso, rivestire di velluto o di pelle il sottocollo di un capospalla di bel peso per poterlo alzare come un country gentleman. E questo per tutti quei dettagli che fanno di una bella giacca, la nostra giacca. Un quadrivio di aspirazioni che si ritrova nella dinner jacket e, più in generale, nel formale da sera, dove il magistero del sarto offre al monsieur punti di squisitezza manifatturiera con cui esaltare il proprio immaginario. Certo, le personalizzazioni possono richiedere anche lavorazioni impegnative e onerose. Basti solo pensare che occorrono ben 40 minuti per realizzare a mano una singola asola.

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