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Camicie Sartoriali

La camicia è il centro direzionale della tenuta tradizionale maschile.

La camicia è il centro direzionale della tenuta tradizionale maschile.
Si erge di alcune dita sopra l’abito, si lascia dietro di qualche centimetro le maniche della giacca, torreggia su pantaloni e cinture, illumina i maglioni.
La camicia entra in contatto praticamente con tutto ciò che indossiamo, tranne che con le lontane scarpe.

La necessità di intrattenere relazioni dirette con capi e accessori che hanno religioni e lingue diverse, anzi di favorire l’intesa tra questi diversi elementi, induce nella camicia una particolare prudenza e trasparenza. La sua natura è tutta in questi due caratteri. La camicia nasce bianca e vuole restare la parte più luminosa dell’abito, ma infinite sono le soluzioni in fantasia, a righe o bacchette, oppure quadretti, per arrivare alle tinte unite in svariati colori. Il collo è una parte fondamentale della camicia, richiede una ventina di passaggi sartoriali e il committente può scegliere quello che preferisce tra una quindicina di soluzioni variegate. Otto sono invece le varianti di polso, tre sono le tipologie di davanti caratterizzate da diverse abbottonature e quattro invece i tipi di schiena, oltre naturalmente al polso doppio per gemelli. Poi si passa alle possibili personalizzazioni, tra cui quella rilevante dei bottoni. Via libera alla fantasia per quanto riguarda le cifre, con diversi caratteri, colori e punti della camicia dove posizionarle (sul davanti o sul polso). Infinite sono insomma le opzioni e le possibilità di scelta che fanno della camicia un concetto davvero personale. A ogni cliente e alla sua camicia viene associata una scheda di riferimento, che inserita in un database permette di velocizzare gli ordini successivi. Le eventuali modifiche, sia legate alla vestibilità che al gusto estetico, vengono sempre aggiornate nella cartella personale di ogni cliente.
Le lavorazioni sono tutte artigianali, dai punti fatti a mano ai ricami, e sono tutte cucite a un ago come rigorosamente da tradizione sartoriale.
I tempi di consegna richiedono circa due settimane lavorative.

Tessuti per camicie

Per comprendere e apprezzare i tessuti di una camicia bisogna conoscere qualche nozione che riguarda i filati. Per classificarli, i filati si distinguono, ovvero si titolano,  in base al peso diverso a parità di lunghezza (o viceversa). In Italia si usa la titolazione indiretta in Ne (numeri inglesi del cotone), che indicano quante matasse da 840 yarde (768 metri) si possono realizzare con una libbra (454 grammi) di prodotto. Per esempio, Ne 100/1 significa che per arrivare a 454 grammi servono 76.800 metri di filato. Il numero indicato dopo la barra si riferisce ai fili che compongono il filato. Un Ne 100/2 è composto quindi da due trefoli, che un volta sarebbe stata una finezza invidiabile mentre oggi è un valore medio, visto che si arriva a Ne 170 e anche ben oltre. Ma non è tutto oro quello che luccica. In laboratorio si possono ormai raggiungere finezze che non esistono in natura, ma questo estremismo si paga con una perdita di carattere e di durata.

DOPPIO RITORTO

Questo nome viene spesso utilizzato come se definisse un tipo di tessuto, mentre in realtà indica solo una caratteristica costruttiva del filato con cui il tessuto è fatto. La filatura è un processo in cui un’amalgama di fibre viene stirata e torta per ricavarne il filo. Con la torcitura, due o più fili già pronti vengono avvolti a elica uno con l’altro per formare un filo composto. Il filo singolo è soffice, ma delicato, mentre il ritorto presenta meno peluria ed è più regolare. Più alta è la torsione, cioè il numero di giri al centimetro imposti dal filatore, maggiori saranno la resistenza e la rigidità.
Ciò resta vero fino a un punto, la cosiddetta torsione crepe, dove la tendenza si inverte. Un cotone può definirsi Doppio Ritorto quando presenta fili ritorti, cioè
composti da più capi, sia nel senso orizzontale della trama che in quello verticale dell’ordito. In genere si tratta di un pregio, ma le qualità non sono sempre trasferibili da una specie all’altra, anche se appartenenti allo stesso genere.

  Cellulari

Quando fa veramente caldo i tessuti sottili si acciaccano in poche ore e diventano presto inguardabili. Per restare in movimento un’intera giornata non si può quindi rinunciare a tessuti con certi livelli di spessore e consistenza. Su questa esigenza si basa l’uso estivo dei Piqué, ma anche della categoria dei tessuti a poro aperto, che vengono definiti a nido d’ape o Cellulari. Questi tessuti sono tutti figli del giro inglese, tessuto poco attraente e amato per via della sua ruvida armatura a garza. I moderni Cellulari sono brillanti e traspiranti. Con la loro luminosità donano molto al fisico maschile, conferendogli tono.

Rientrano nella categoria genericamente definita Cotoni Fini tessuti come la Batista, lo Zephir e il Voile. Questi tessuti condividono la caratteristica di avere un alto titolo dei filati e la struttura quadra, che significa pari riduzione di trama e ordito. La Batista in puro cotone è basata su filati a bassa torsione, resta morbida pur essendo compatta ed è il tessuto da occasioni formali per chi ama leggerezza e semplicità. La perfetta regolarità costruttiva dello Zephir lo predispone invece per le disegnature a quadretti e ne fa un tessuto squisitamente estivo e informale. Il Voile è infine un tessuto ancora più leggero, ma estremamente scattante a causa dell’uso di filati a forte torsione. Tessuto pregiato, il Voile non si addice però a tutti per via della sua trasparenza.

  Lino

I tessuti per camiceria in Lino sono sempre prodotti a filato unico.
Ciò contribuisce all’aspetto irregolare di questo tessuto nobile, fresco e
immortale. La qualità del Lino dipende dalla finezza del filato e dalla densità della tessitura. Il Lino più sottile, quasi trasparente, è detto Bisso, ma come molti oggetti del lusso autentico, basato sulla complessità dei processi e non solo sul pregio della
materia prima, è ormai definitivamente scomparso. Nella scala qualitativa, sul gradino immediatamente più basso troviamo la Batista, un tessuto molto fitto e sottile, impiegato per fazzoletti, camiceria, e biancheria in genere.
Il Lino propriamente detto si produce in Italia e in Irlanda.
Il primo viene tinto anche in filo, il secondo si trova solo bianco o tinto in pezza.

  Oxford

L’Oxford presenta anch’esso, come il Popeline, una riduzione, cioè una densità
di fili, maggiore in ordito che in trama. Tradizionalmente viene considerato un cotone natté, cioè una tela con trama e ordito composti da più fili singoli che corrono paralleli e si intrecciano come una stuoia. Questa lavorazione crea tessuti morbidi e sciolti, con una maglia necessariamente poco serrata che li rende quindi piuttosto delicati. Per questo motivo spesso si affiancano solo gli orditi e la trama si lavora con un filo unico. La ritorcitura dei fili ha contagiato anche questa specie e la privata della
pastosità nativa. All’origine in Scozia l’Oxford aveva l’ordito azzurro e la trame bianche. Tale costruzione è rimasta immutata, restando unanimemente quella in cui il tessuto assume più senso. L’Oxford di pieno peso è corposo, adatto alla stagione invernale, mentre quello moderno tende a diventare sempre più fresco, ma dalle sue origini scozzesi eredita sempre un’intesa speciale con le lane cardate, tessuti forti e robusti.

  Pin Point

Il tessuto denominato Pin Point è una particolare varietà del tessuto Oxford
ottenuta utilizzando alcuni filati aventi titolo più alto. In questo tessuto le trame e gli orditi sono costituiti da un filo piuttosto grosso, ma singolo.
La sua maglia risulta quindi piccola come la capocchia di uno spillo, da cui si
ispira il nome. Il Pin Point è il tessuto principe delle camicie button-down per un utilizzo in contesti sportivi o informali.

  Piquè

In questo tessuto le trame e gli orditi sono costituiti da un filo piuttosto grosso,
ma singolo. La sua maglia risulta quindi piccola come la capocchia di uno spillo, da cui si ispira il nome. Il Pin Point è il tessuto principe delle camicie button-down per un utilizzo in contesti sportivi o informali. In genere si ha un rovescio liscio e uno dritto in rilievo, con rombi o cannette. I Piqué più fitti sono destinati a cravatte e a sparati da frac. Ce ne sono di così porosi che risultano tra i migliori tessuti estivi, ideali in zone tropicali ad alta umidità.

  Popeline

Viene comunemente chiamato Popeline una particolare tipologia di tessuto
prodotto in cotone avente un numero di fili in ordito quasi doppio rispetto alle
trame. Il Popeline di qualità è un doppio ritorto, in cui a un’ottantina di orditi
corrispondono circa 45 trame per centimetro. Questa costruzione del tessuto esalta al massimo le disegnature verticali. Righe e bacchette, che si distinguono perché nelle seconde il bianco e il colore hanno la stessa larghezza, assumono nel Popeline una definizione perfetta, specie nei filati ad alto titolo. Come per molti tessuti moderni di elevato profilo, i filati di popeline sono pettinati e mercerizzati, cioè chimicamente arricchiti in termini di lucentezza ed elasticità.
Possono avere torsioni significative dando luogo a un tessuto fresco, duraturo e
dannatamente difficile da domare col ferro. Il Popeline veste bene ed è adatto a tutte le stagioni, anche la sera. Tanta versatilità e confort fanno del Popeline uno dei tessuti di base del guardaroba maschile classico.

  Twill

Tra le numerose tele che possiedono una superficie piana, ecco una categoria di
tessuti che presenta una diagonale. I Twill hanno una doppia natura, da un alto ci sono quelli grossi, decisamente invernali, di cui taluni presentano una spina di pesce invece di una diagonale continua. Dal lato opposto troviamo invece i Twill formali da sera, leggeri e lucenti

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